Pensionati italiani in Thailandia.

Trasferirsi in Thailandia da pensionato può offrire una quotidianità diversa, tra città, località costiere e isole. Per capire se sia una scelta adatta a te, però, occorre valutare insieme il costo della vita, il visto, le imposte, l’assistenza sanitaria e la distanza dall’Italia.

Se ricevi una pensione italiana e vivi già in Thailandia, possiamo verificare anche la possibilità di ottenere un prestito con cessione del quinto, con una pratica gestita a distanza.

Pensionati italiani in Thailandia

Quanto costa vivere in Thailandia?

Il budget necessario dipende dalla località e dalle tue abitudini. Prima di scegliere dove abitare, confronta il costo di affitto, utenze, trasporti, alimentazione e assistenza sanitaria. Un soggiorno di prova può aiutarti a valutare la zona e a stimare le spese della vita quotidiana.

Considera anche il cambio tra euro e baht: se ricevi la pensione in euro e spendi in valuta locale, le oscillazioni possono modificare il tuo potere d’acquisto. Nel budget inserisci le commissioni bancarie, i viaggi verso l’Italia e un margine per gli imprevisti.

Quale visto serve a un pensionato?

Tra le opzioni previste dall’Ambasciata thailandese a Roma ci sono il visto Non-Immigrant O per pensionati, con soggiorno fino a 90 giorni, e il visto O-A per soggiorni fino a un anno. Entrambi richiedono almeno 50 anni di età e non consentono attività lavorativa. [1]

Per queste categorie, la pagina ufficiale indica una prova finanziaria di almeno 65.000 baht di reddito mensile oppure un saldo disponibile di almeno 800.000 baht. Il visto O-A richiede inoltre documentazione sanitaria, assicurativa e penale; prevede anche notifiche di soggiorno ogni 90 giorni. Queste notifiche non equivalgono a un rinnovo trimestrale del visto. [1]

Verifica la categoria adatta alla tua situazione e i requisiti aggiornati sul sito dell’Ambasciata prima della domanda. Per proroghe e adempimenti successivi, fai riferimento all’autorità thailandese competente.

Come viene tassata la pensione italiana?

La tassazione va verificata prima del trasferimento: non è corretto considerare automaticamente esente una pensione italiana soltanto perché viene percepita vivendo in Thailandia.

Secondo le indicazioni del Revenue Department, i redditi esteri prodotti dal 1° gennaio 2024 possono essere soggetti a imposta quando vengono trasferiti in Thailandia, anche in un anno successivo. La regola riguarda i redditi prodotti in un anno in cui il contribuente ha soggiornato nel Paese per almeno 180 giorni complessivi. Vanno considerate anche le eventuali esenzioni e la convenzione fiscale applicabile. [2]

Non esiste quindi una somma fissa che rappresenti le tasse dovute da tutti i pensionati italiani. Il risultato dipende dal reddito imponibile, dalle deduzioni e dalle esenzioni spettanti, dai trasferimenti effettuati e dalla situazione personale.

La convenzione tra Italia e Thailandia.

Italia e Thailandia hanno una convenzione contro le doppie imposizioni. L’articolo 18 disciplina le pensioni relative a un precedente impiego, con specifiche eccezioni; l’articolo 19 contiene regole per le pensioni legate a funzioni pubbliche. Il trattamento va quindi individuato in base alla natura della pensione. [3]

Prima di chiedere la detassazione in Italia, fai verificare la tua residenza fiscale, la categoria della pensione e le procedure richieste dall’ente erogatore. Conserva la documentazione sui pagamenti, sui trasferimenti di denaro e sulle imposte versate. Un professionista competente nei rapporti fiscali tra i due Paesi può aiutarti a determinare gli adempimenti applicabili.

AIRE e residenza fiscale sono aspetti distinti.

Se trasferisci stabilmente la tua residenza all’estero per un periodo previsto superiore a dodici mesi, devi richiedere l’iscrizione all’AIRE entro 90 giorni dal trasferimento. Non occorre attendere che sia trascorso un anno. [4]

L’iscrizione AIRE registra la residenza anagrafica all’estero, ma non determina da sola dove devi pagare le imposte e non rende automaticamente esente la pensione. Anche il visto e la residenza fiscale seguono regole distinte: il semplice possesso di un titolo di soggiorno non risolve la posizione tributaria.

Organizza la copertura sanitaria.

Prima di trasferirti, verifica quali cure potrai ottenere, a quali condizioni e con quali costi. Per il visto O-A è richiesta una copertura assicurativa sanitaria con specifici requisiti. [1]

Nel confronto tra le polizze considera massimali, franchigie, esclusioni, patologie pregresse e condizioni di rinnovo. Valuta anche la distanza dalle strutture di cui potresti avere bisogno e l’eventuale rimpatrio sanitario. Inserisci queste spese nel budget del trasferimento.

Valuta anche la distanza dall’Italia.

Se prevedi di tornare spesso per trovare i familiari o per altre esigenze, confronta collegamenti e costi effettivi dalla località in cui intendi vivere. Metti da parte una disponibilità per un eventuale rientro imprevisto, senza basare la scelta soltanto sul risparmio fiscale atteso.

Un prestito per le tue esigenze in Thailandia.

Se ricevi una pensione da un ente previdenziale italiano, puoi richiederci una valutazione per una cessione del quinto. La rata non può superare il 20% della pensione netta e la durata può arrivare a dieci anni, rispettando il minimo da salvaguardare e le condizioni del finanziatore e della compagnia assicurativa.

Per i finanziamenti che trattiamo, l’età massima alla scadenza è di 88 anni compiuti. La liquidità ottenibile dipende da pensione, età, durata e costi: prima di decidere, valuta il netto ricevuto, il TAEG e il totale da restituire.

Pensionati italiani in Thailandia

Quale pensione minima richiediamo?

Per avviare una pratica con il nostro servizio, richiediamo una pensione netta mensile di almeno 680 euro. È una soglia operativa del nostro servizio, distinta dal trattamento minimo da salvaguardare, pari nel 2026 a 611,85 euro mensili. Raggiungere la soglia non garantisce l’approvazione: verifichiamo la quota cedibile, le trattenute già presenti e le condizioni del finanziatore e della compagnia assicurativa.

La pratica si svolge a distanza.

Ti aiutiamo con i documenti e verifichiamo quali possiamo acquisire mediante delega. L’identificazione avviene con SPID o CIE oppure, se non li possiedi, tramite videoidentificazione. Firmi digitalmente con un codice OTP ricevuto via SMS, senza spedire contratti per posta o corriere.

Per iniziare, comunicaci età, Paese di residenza, tipo e importo della pensione ed eventuali trattenute. Con un cedolino possiamo effettuare una prima verifica e prepararti un preventivo. L’approvazione definitiva resta subordinata ai controlli del finanziatore.