La nuova disciplina introduce la possibilità di iscriversi volontariamente al Servizio Sanitario Nazionale italiano mediante un contributo annuale di 2.000 euro, per i cittadini italiani residenti all’estero che rientrano nelle categorie previste.

Per i pensionati iscritti all’AIRE è importante chiarire due aspetti: l’adesione è volontaria e il pagamento delle imposte sulla pensione in Italia non comporta, da solo, un’esenzione automatica dal contributo.

Una possibilità di adesione volontaria

Il contributo di 2.000 euro non è un nuovo pagamento obbligatorio imposto a tutti i pensionati residenti all’estero. È legato alla scelta di aderire alla copertura sanitaria italiana prevista dalla nuova disciplina, se si possiedono i requisiti richiesti.

La novità interessa in particolare chi vive fuori dall’Unione Europea e dalle aree coperte dagli accordi di coordinamento sanitario richiamati dalla normativa. Prima di aderire occorre verificare il Paese di residenza, la propria posizione e le coperture di cui si beneficia già.

Pagare l’IRPEF in Italia non dà un’esenzione automatica

Molti pensionati continuano a subire le trattenute fiscali italiane pur vivendo all’estero. Questo non significa che conservino automaticamente l’iscrizione ordinaria al Servizio Sanitario Nazionale o il medico di famiglia in Italia.

Tassazione e assistenza sanitaria seguono regole differenti. La sola circostanza di pagare l’IRPEF sulla pensione italiana non consente quindi di considerarsi automaticamente esenti dal contributo annuale di 2.000 euro. L’eventuale diritto all’assistenza va verificato sulla base della posizione sanitaria e delle disposizioni applicabili.

Quale assistenza offre l’iscrizione volontaria?

Per gli aventi diritto, l’iscrizione volontaria permette di accedere all’assistenza ordinaria prevista dalla disciplina: medico di famiglia, visite ed esami, prescrizioni di farmaci e ricoveri programmati, secondo le regole del Servizio Sanitario Nazionale e gli eventuali ticket applicabili.

Per conoscere modalità di adesione, decorrenza della copertura, documenti e modalità di pagamento, rivolgiti alla ASL competente. Il solo versamento del contributo non va considerato una conferma automatica dell’avvenuta iscrizione.

Le coperture già esistenti vanno verificate

Il diritto alle cure durante un soggiorno in Italia dipende anche dal Paese in cui vivi e dalla tua posizione assicurativa. Le regole per chi risiede in un Paese europeo possono essere diverse da quelle applicabili a chi vive in un Paese extraeuropeo.

L’assistenza per cure urgenti o medicalmente necessarie durante un rientro temporaneo non coincide necessariamente con un’iscrizione ordinaria che comprende il medico di famiglia. Se utilizzi il modello S1 o una tessera europea di assicurazione malattia, chiedi all’ente competente come questi strumenti si coordinino con le prestazioni che ti servono.

Cosa chiedere prima di aderire

Alla ASL o al patronato chiedi di verificare se rientri tra gli aventi diritto, quali tutele hai già e quali prestazioni aggiuntive otterresti con l’iscrizione volontaria. Fatti indicare anche durata della copertura, eventuali rinnovi e procedure da seguire.

Comunica il Paese di residenza, la tua iscrizione AIRE, il tipo di pensione e l’eventuale copertura sanitaria estera. Sapere che continui a pagare le tasse in Italia è un’informazione utile, ma non sostituisce la verifica del diritto all’assistenza.

Per approfondire il rapporto tra AIRE, tasse e sanità

Nel nostro articolo “Iscrizione AIRE, tasse e sanità: perché si perde il medico di base in Italia e cosa cambia con la nuova legge” approfondiamo la distinzione tra obblighi fiscali e copertura sanitaria e il ruolo dell’adesione volontaria.

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